Maggio 2026 – Indagine meteorologica, produttiva ed economica
Andamento meteorologico:
Il mese di maggio è stato un mese complessivamente dinamico ma con temperature medie superiori alla norma del periodo climatologico più recente (1991-2020) a causa del frequente avvento di masse d’aria di origine sub-tropicale in bassa troposfera che hanno portato condizioni di frequente stabilità, specie nella seconda parte del mese. A livello nazionale, è importante sottolineare il forte sbalzo termico intercorso tra la fredda seconda decade del mese (anomalia di -1,7°C) e la caldissima terza decade (+4,0°C) con una variazione inter-decadica di ben 5,7°C che certamente ha avuto riflessi negativi sull’andamento fenologico della maggioranza delle specie arboree, specie in termini di shock termico per le forti variazioni di temperatura nel volgere di pochi giorni.
Le precipitazioni sono state generalmente inferiori alla norma del periodo 1991-2020, espressamente nella terza decade del mese quando masse d’aria alquanto stabili e molto calde sono risalite dal nord Africa invadendo il Mediterraneo cento-occidentale, apportandovi scarse precipitazioni ad esclusione di qualche locale temporale sulle aree montuose. Più instabili la prima e soprattutto la seconda decade del mese, quando flussi atlantici o dal nord Europa hanno spesso innescato sistemi depressionari con associate frequenti precipitazioni, ma con una distribuzione spaziale molto disomogenea.
Andamento produttivo:
Il mese di maggio conferma, nel complesso, un andamento positivo per la produzione di miele di acacia, ma con un potenziale produttivo ridimensionato da due fattori principali: da un lato la spiccata precocità della fioritura, già evidenziata ad aprile, che in molte aree si è tradotta in una finestra di raccolto più breve del normale; dall’altro il maltempo di maggio, con ritorni di freddo, piogge frequenti e grandinate che hanno penalizzato soprattutto gli areali più tardivi e le zone di alta quota. Ne risulta un quadro eterogeneo tra regioni e persino tra areali limitrofi, ma in molte aree del Centro‑Nord le rese di acacia si mantengono comunque su livelli discreti o buoni.
Per quanto riguarda il miele di agrumi, il quadro rimane negativo nel complesso delle regioni meridionali e insulari: in molte aree del Sud la produzione è stata insoddisfacente o nettamente inferiore alla media, con rese in alcuni casi quasi nulle, mentre solo in Puglia – e in particolare nelle aree più vocate della provincia di Taranto – si conferma un andamento migliore rispetto al resto delle regioni meridionali.
Maggio segna anche una fase di transizione critica verso i raccolti estivi. Le piogge concentrate nelle prime due decadi hanno spesso ridotto le ore utili di bottinamento, costringendo le famiglie a consumare parte delle scorte accumulate. Successivamente, il rapido aumento delle temperature nella terza decade ha ridotto i benefici delle piogge precedenti, accentuando lo stato di sofferenza idrica della vegetazione in diversi areali della costa adriatica, del Sud e delle Isole (in particolare in Sardegna) e iniziando già a limitare i flussi nettariferi.
In prospettiva, le previsioni stagionali che indicano temperature sopra la norma e precipitazioni scarse per il mese di giugno destano qualche preoccupazione: le ondate di caldo potrebbero infatti compromettere le fioriture successive (in particolare tiglio, castagno, e altre erbacee e arboree estive), riducendo le potenzialità produttive e imponendo una maggiore attenzione alla gestione delle scorte.
Da monitorare con attenzione anche la situazione sanitaria per quanto riguarda l’infestazione di varroa, segnalata sopra alla norma in diversi areali.
Andamento di mercato:
Sul mercato del miele all’ingrosso non si registrano ancora transazioni significative. Siamo ancora in una fase interlocutoria, in attesa che siano disponibili le prime produzioni della nuova stagione.
I risultati produttivi discreti e dunque una maggiore offerta di miele di acacia – il prodotto più richiesto e valorizzato dall’ingrosso – potrebbero determinare una diminuzione dei prezzi rispetto allo scorso anno. A questo quadro si aggiunge una stagione presumibilmente discreta anche nei paesi dell’Europa orientale, che ha già contribuito a un calo delle quotazioni estere.
Il mercato degli sciami è entrato nel vivo nel mese di aprile ed è proseguito nel mese di maggio. Dopo il picco delle richieste di sciami pronti per le principali fioriture primaverili, si assiste ad un calo fisiologico della domanda e contestualmente si rendono disponibili i primi nuclei con regine dell’anno. Alcuni produttori segnalano una diminuzione delle vendite rispetto allo scorso anno.
Per quanto riguarda le regine, in alcuni areali, si segnalano ritardi e problemi di fecondazione a causa del maltempo.
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