𝗚𝗶𝗼𝗿𝗻𝗮𝘁𝗮 𝗠𝗼𝗻𝗱𝗶𝗮𝗹𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹e 𝗔𝗽i: Presentato in Senato “L’Alveare Parlante” patrocinato dall’Osservatorio Nazionale Miele
“𝗜𝗹 𝗺𝗶𝗲𝗹𝗲 𝗻𝗼𝗻 𝗰𝗮𝗺𝗯𝗶𝗮 𝘀𝗮𝗽𝗼𝗿𝗲: è 𝗹’𝗮𝗺𝗯𝗶𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗰𝗵𝗲 𝘀𝘁𝗮 𝗰𝗮𝗺𝗯𝗶𝗮𝗻𝗱𝗼”
In occasione della Giornata Mondiale dell’Ape, l’Osservatorio Nazionale Miele richiama l’attenzione su una delle trasformazioni più profonde che oggi interessano il settore apistico: il cambiamento climatico e i suoi effetti sugli equilibri ambientali, sulle produzioni nettarifere, sulla vita dell’ape e sul lavoro degli apicoltori. Negli ultimi mesi si sono moltiplicate le considerazioni secondo cui il miele starebbe “cambiando sapore” o non sarebbe “più quello di una volta”. Una lettura che, secondo l’Osservatorio, rischia però di semplificare in modo scorretto un fenomeno molto più complesso.
«Il miele continua a essere un prodotto autentico e profondamente legato al territorio da cui nasce – spiega Giancarlo Naldi, direttore dell’Osservatorio Nazionale Miele –. Quello che sta cambiando non è la genuinità del miele, ma l’ambiente in cui le api vivono e lavorano».
L’aumento delle temperature, gli sbalzi termici improvvisi, le gelate fuori stagione, le piogge persistenti e i lunghi periodi di siccità stanno infatti modificando il comportamento delle principali specie mellifere e la disponibilità di nettare. Fioriture che un tempo si susseguivano in modo più regolare oggi tendono sempre più spesso a sovrapporsi o a interrompersi improvvisamente.
Le api raccolgono il nettare disponibile in natura seguendo la reale presenza delle fioriture e non le classificazioni commerciali dei mieli. Per questo alcune produzioni possono presentare caratteristiche botaniche e aromatiche a volte differenti rispetto al passato, pur mantenendo autenticità, qualità e naturalità. Il vero cambiamento riguarda quindi gli ecosistemi agricoli e climatici, non l’autenticità del miele italiano.
Le conseguenze del cambiamento climatico si riflettono anche sulla gestione degli alveari. In molti territori gli apicoltori sono oggi costretti a intervenire sempre più frequentemente con pratiche di alimentazione di soccorso per aiutare le colonie a superare periodi di carenza nettarifera causati da eventi climatici estremi o da fioriture compromesse. L’apicoltura oggi è anche un presidio ambientale. Gli apicoltori lavorano ogni giorno per mantenere in equilibrio le colonie in un contesto sempre più instabile. Senza questo lavoro molte famiglie di api domestiche avrebbero enormi difficoltà a superare alcune fasi critiche della stagione.
In occasione della Giornata Mondiale dell’Ape cresce anche l’attenzione verso il valore culturale, ambientale e territoriale dell’apicoltura italiana. In questa direzione si inserisce anche il progetto “L’Alveare Parlante. Storie d’apicoltura e geografie dei mieli”, presentato al Senato con il patrocinio dell’Osservatorio Nazionale Miele, nato con l’obiettivo di raccontare il miele come strumento di narrazione dei territori italiani attraverso le storie di apicoltori e apicoltrici che, con il loro lavoro, contribuiscono ogni giorno alla tutela della biodiversità e alla valorizzazione di un patrimonio unico composto da oltre 60 varietà di mieli uniflorali.
Proprio per affrontare queste trasformazioni, l’Osservatorio Nazionale Miele ha sviluppato nei mesi scorsi, insieme all’ICQRF, il progetto “Miglioramento e difesa della qualità dei mieli italiani e contrasto alle adulterazioni”, finalizzato a sviluppare strumenti scientifici sempre più avanzati per distinguere correttamente le pratiche apistiche lecite dalle reali adulterazioni del miele. Il progetto, basato su sperimentazioni di campo e metodiche analitiche integrate, rappresenta oggi un importante passo avanti nella tutela della qualità del miele italiano, nella trasparenza della filiera e nella difesa di un prodotto che continua a essere uno degli indicatori più fedeli dello stato dell’ambiente.
Giancarlo Naldi
Direttore Osservatorio Nazionale Miele
