Se facessimo un piccolo sondaggio sulle immagini che la parola “miele” evoca, è certo che tra le risposte più frequenti avremmo “api”, “dolce” e “salute”.
È vero, il miele lo fanno le api, senza il loro contributo questo prodotto non sarebbe disponibile. È ugualmente vero che il miele è una fonte importante di zuccheri.
Il legame con la salute e il benessere è innegabile, sia per le particolari proprietà del fruttosio, che per le specifiche attività antibatteriche, che lo rendono uno dei più diffusi rimedi popolari, sia per il contenuto in antiossidanti naturali, che lo fa entrare di diritto, assieme a frutta, verdura, olio di oliva e vino rosso, nella categoria degli alimenti che non devono mancare in una dieta adatta a farci vivere bene e a lungo. Ma questi luoghi comuni, per quanto totalmente fondati, impediscono spesso di apprezzare quello di più bello, interessante e stimolante per i sensi che questo prodotto offre.
È vero che il miele lo fanno le api, ma non viene prodotto con un processo di secrezione come il latte: questi insetti si limitano a raccogliere le risorse zuccherine prodotte dalle piante e a renderle conservabili. Solo avendo ben chiara la natura prevalentemente vegetale del miele è possibile capirne le grandi variazioni e coglierne il fascino e lo stretto legame con l’ambiente di produzione.

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