Agosto 2026 – Indagine meteorologica, produttiva ed economica
Andamento meteorologico:
Il mese di agosto 2026, similmente a quello di luglio, si è dimostrato estremamente caldo sebbene non siano mancate fasi instabili, le quali hanno interessato in particolare il centro-nord e tutte le aree appenniniche apportandovi precipitazioni che sul quadro nazionale si sono attestate intorno alla norma.
Le temperature medie sono state altissime ed eccezionalmente superiori alla norma del periodo climatologico più recente (1991-2020) per effetto di frequenti rimonte di correnti nord africane che hanno veicolato masse d’aria molto calde, stabili e secche in quota, particolarmente al centro-nord nelle prime due decadi del mese e al Sud e Sicilia nella terza decade.
Il valore dell’anomalia mensile di temperatura media su base nazionale è stato di +3,3 °C, che colloca agosto 2026 come il più caldo in assoluto dal 1800 (CNR-ISAC) dopo quello del 2003, il quale è stato superato di circa mezzo grado. Occorre sottolineare come nel mese le anomalie termiche superiori sono state osservate al Sud e Sicilia (+3,4 °C; agosto più caldo dal 1800), cui seguono le regioni centrali e la Sardegna (+3,3 °C agosto più caldo dal 1800), e infine al Nord con anomalia di +3,2 °C (ugualmente l’agosto più caldo in assoluto).
Andamento produttivo:
Il mese di agosto è stato caratterizzato da forti e diffuse anomalie termiche positive, in continuità con il precedente mese di luglio. L’eccesso di calore e la conseguente risposta stomatica delle piante alla forte domanda evaporativa dell’aria hanno causato alterazioni profonde nel ciclo vegetativo delle piante. In specie chiave come erba medica, girasole, macchia mediterranea e flora spontanea si è assistito all’interruzione delle fasi fenologiche, all’essiccamento dei fiori e ad un blocco diffuso della secrezione nettarifera e della disponibilità di polline.
In questo contesto, su gran parte del territorio nazionale le produzioni apistiche hanno subito un sostanziale e generale arresto.
I flussi di melata sono risultati complessivamente modesti e insufficienti a garantire produzioni di miele significative. Anche il raccolto di millefiori estivo è stato compromesso in molti areali dalle persistenti temperature elevate e dalla siccità. Quadro negativo anche per l’eucalipto estivo: oltre alle basse rese già rilevate nelle regioni vocate del Sud e delle Isole (Basilicata, Sardegna, Sicilia), la produzione risulta ormai fortemente compromessa o assente anche in Campania, complice l’impatto crescente della psilla.
Di fronte a un marcato deficit nutrizionale, in diversi areali gli apicoltori sono dovuti intervenire con alimentazioni di soccorso per contenere lo stress delle colonie e salvaguardarne la sopravvivenza in vista delle fioriture autunnali (inula, edera). Le elevate temperature e la carenza di risorse hanno provato duramente le famiglie, favorendo fenomeni di spopolamento e orfanità.
Sul piano sanitario, il termine della stagione produttiva ha visto le attività degli apicoltori concentrarsi sulla gestione e sul controllo della varroa. La pressione del parassita, già elevata a inizio estate, ha raggiunto ad agosto livelli di infestazione particolarmente critici, rendendo cruciale la tempestività dei trattamenti e la successiva fase di recupero delle famiglie di api.
Nella aree litoranee tirreniche della Campania e della Sicilia e in Lazio, si segnala una forte ed aggressiva presenza di Vespa orientalis che complica la gestione sanitaria costringendo gli apicoltori all’adozione di sistemi di contenimento (trappole, “arpe” elettriche) e persino al nomadismo difensivo con lo spostamento degli apiari verso l’interno.
Nelle aree recentemente interessate dalle prime piogge di rottura della stagione estiva si registrano i primi segnali positivi, con un graduale miglioramento della flora spontanea e una ripresa delle importazioni di polline, elemento fondamentale per il recupero delle famiglie e per una corretta preparazione alla successiva fase autunnale.
Andamento di mercato:
Rimane stazionario il mercato del miele all’ingrosso in fusti, con un volume ridotto di transazioni verso le principali aziende di confezionamento e prezzi ancora in fase di definizione.
Si registrano diversi casi di trattative non finalizzate a causa di offerte d’acquisto (attorno ai 4,00 €/kg per il millefiori) ritenute dagli apicoltori non remunerative e non in grado di coprire i costi di produzione sostenuti.
Più dinamico ma fortemente eterogeneo, il mercato degli scambi in secchi da 25 kg tra apicoltori che riguarda transazioni di ridotta entità.
Ricordiamo che da Settembre 2023 tutte le rilevazioni mensili sono pubblicate sul nuovo Centro di Riferimento Tecnico MieleInforma: iscriviti per consultare le rilevazioni mensili ed i Report annuali, commenta con gli altri utenti o chiedi approfondimenti

