RILEVAZIONE MESI ANNO 2005
Archivio produzione e mercato - Rilevazioni

TABELLE ANNO 2005

DICEMBRE 2005

Mercato
Mercato con poche novità e transazioni molto limitate. Uno dei pochi mieli che sembra non avere difficoltà sembra essere la melata, quotata intorno ai 2 Euro/kg. Stabile, anche se molto basso, il prezzo del miele di acacia, che a stento raggiunge i 3 Euro/kg. Bene invece il miele di agrumi, quotato ormai come l'acacia (3 Euro/kg) e il castagno, in leggera ascesa nei prezzi (2,50 Euro/kg) e abbastanza richiesto sul mercato. Resta basso il prezzo del miele millefiori (in qualche caso inferiore alla melata), fatto salvo quello dei millefiori chiari di montagna, quotati intorno ai 4 Euro/kg. Stabile in tiglio di montagna (2,90/3,00 Euro/kg).
Per i mieli biologici i prezzi sono mediamente più alti del 15%.
Da segnalare una certa difficoltà nel collocare il prodotto per gli apicoltori che non dispongono di partite consistenti e che non hanno stabili rapporti commerciali con gli acquirenti. Partite consistenti, omogenee e soprattutto fiducia da parte degli acquirenti nei confronti dei produttori sembrano ormai essere gli elementi indispensabili per riuscire a collocare il miele prodotto senza troppe difficoltà.

Situazione famiglie
Buona la situazione delle scorte e l'invernamento delle famiglie. Da segnalare diversi casi di varroa, specie in Piemonte e Lombardia, causati probabilmente da una scarsa efficacia dei trattamenti estivi. Dal punto di vista sanitario problemi anche a causa del nosema.
Non sono mancati, come ogni anno, i furti di arnie in diverse regioni.

NOVEMBRE 2005

Produzione
A stagione ormai conclusa, si segnala solo qualche difficoltà in Toscana, a causa del maltempo, per il completamento della raccolta del miele di corbezzolo.

Mercato
Mercato stabile con transazioni limitate. Qualche difficoltà per il miele di acacia, ormai fermo intorno ai 3 Euro/kg, sicuramente il monoflora che più di altri sta soffrendo la crisi di mercato. Regge bene la melata, sempre vicino ai 2 Euro/kg, e il miele di agrumi. In leggero aumento il prezzo del miele di castagno. Da segnalare qualche difficoltà, al Sud, per i mieli chiari (sulla, agrumi), generalmente molto apprezzati dai produttori di torrone.

OTTOBRE 2005

Produzione
Il miele d'eucalipto autunnale, raccolto importante per una parte della Calabria, sembra essere inferiore alla media, con produzioni soddisfacenti (15 kg/alveare) solo nel Crotonese. Annata molto favorevole invece per il miele di corbezzolo: in Sardegna, anche se il raccolto non è stato ancora completato, sembra essere superiore alla media, così come in Maremma, dove da diversi anni la raccolta di questo particolare miele era stata scarsissima.
Ottima stagione anche per la raccolta di miele di edera quasi ovunque. Umbria, Toscana, Lazio e Abruzzo hanno avuto rese elevate, anche se non sono mancati problemi per l'immediata cristallizzazione del miele (ancora nei melari) e l'elevata umidità che ne rendono problematica l'estrazione e la conservazione.

Sanità
Continuano i casi di morie di api per varroa in Lombardia e Piemonte, soprattutto nelle aziende biologiche. I motivi, anche se non confermati, sembrano essere trattamenti poco efficaci.

Mercato
Mercato senza troppi sussulti, con abbondante offerta di prodotto e limitato interesse da parte degli acquirenti. Di positivo c'è da segnalare l'impennata del prezzo del miele di melata, ormai stabile tra 1,70 e 2,00 Euro/kg, con punte di 2,10/2,40 Euro/kg per il biologico o il prodotto destinato all'estero.
Quasi immutato il prezzo del miele millefiori, così come quello del miele di castagno. In diminuzione, seppur di poco, il miele di acacia.

SETTEMBRE 2005

Produzione
Stagione ormai conclusa. In attesa dei risultati definitivi dell'eucalipto autunnale e del corbezzolo, gli ultimi raccolti dell'anno, è stata confermata una produzione di miele molto variabile nel Nord-Est: non bene la melata (raccolti da scarsi a quasi nulli) e nella media, ma molto irregolare, la produzione di millefiori estivi (da 10 a 25 kg/alveare).

Sanità
E' ancora la varroa a preoccupare gli apicoltori, soprattutto delle regione nord-occidentali. Sempre frequenti i casi e anche di una certa importanza. Non ancora risolti i problemi causati dalla peste europea, che continua ad interessare il Centro-nord.

Mercato
Mercato finalmente vivace, con scambi anche di grossi quantitativi. I prezzi sembrano finalmente in leggero aumento, anche se non molto omogenei. L'acacia, ad esempio, varia da un minimo di poco al di sotto dei 3,00 Euro/kg, fino a 3,30-3,40 Euro/kg, con punte di 3,50 Euro/kg per le produzioni biologiche. Forbice molto ampia anche per il miele di castagno, con medie intorno ai 2,20 Euro/kg e punte, per partite di non grandi quantità, fino ai 2,50 Euro/kg. In risalita anche la melata, dopo aver sfiorato 1,20 Euro/kg, ora sembra stabilmente essere risalita oltre 1,50-1,60 Euro/kg. Ottimo il mercato e i prezzi per i mieli di montagna: il tiglio è intorno ai 3,00 Euro/kg, il rododendro supera abbondantemente i 4,00 Euro/kg e i millefiori di montagna tra i 2,70 e i 3,00 Euro/kg.
Certamente paga, al momento della vendita, fornire partite omogenee, sicure e ad acquirenti che con l'apicoltore hanno negli anni stabilito un rapporto di fiducia, soprattutto ora che nuovi allarmi sui mieli contaminati da antibiotici stanno preoccupando i consumatori e tutta la filiera dell'apicoltura.

AGOSTO 2005

Mese abbastanza positivo dal punto di vista produttivo, con un buon inizio e un finale disturbato dalle avverse condizioni atmosferiche. Bene la produzione di miele di girasole, eucalipto, medica. Altalenanti quelle di castagno, tiglio e melata. Buoni raccolti di millefiori grazie alla medica e in qualche caso alla melata. Produzioni scarse nel Nord-Est in parte della Calabria e in Sicilia (a parte l'eucalipto).
Sempre fermo il mercato, con prezzi leggermente in salita ma solo per piccole partite e per i mieli chiari.


Produzione

Castagno
Produzioni molto disomogenee per il miele di castagno, con un buon inizio quasi ovunque e un crollo produttivo a fine stagione. La media dovrebbe essere intorno ai 15-20 kg/alveare, con produzioni superiori in Campania (30), in Romagna (20-25) e in buona parte del Piemonte (20 kg/alveare). Produzioni inferiori (tra 10 e 15 kg/alveare), in Toscana in alcune aree del Piemonte (Vercelli). Produzioni scarse o quasi nulle in Calabria, nel veneto, e nell'Aquilano. Abbastanza bene invece in Sicilia, con medie tra 15 e 20 kg/alveare.
Eucalipto
Annata abbastanza favorevole con raccolti nella media. Le aree con le rese maggiori sembrano essere state la costa a nord di Latina (30 kg/alveare), il Salernitano (oltre 40 kg/alveare) e l'entroterra siciliano (30 kg/alveare). Buone il raccolto anche in Sardegna, tra 20 e 30 kg/alveare, anche se inferiori alla capacità media produttiva. Produzioni inferiori nel Materano, a Sud di Latina (15-20 kg/alveare) e in Calabria (15 kg/alveare).
Girasole
Con la ripresa della superficie investita a girasole la produzione di questo particolare miele è tornata al livello degli anni migliori.
Produzioni da buone a ottime in Abruzzo e Molise (30-35 kg/alveare), leggermente inferiori nelle Marche e in Toscana (20-25 kg/alveare).
Da segnalare, soprattutto in Maremma, Marche, Abruzzo e Molise, casi, seppur isolati, di spopolamento degli alveari (con sospetti per le sementi trattate con imidacloprid), fenomeno che ha ridotto un risultato altrimenti sopra la media.
Medica
Annata buona con rese elevate in molte aree italiane, tanto da contribuire a buoni raccolti anche di mieli millefiori. Nella Pianura padana orientale la media produttiva è stata di 25-30 kg/alveare. Simili le produzioni nell'Aretino e di poco inferiori (20-25) in Lombardia, nel Pavese. Le rese elevate per il miele di medica sono collegate al prezzo molto basso del fieno, tale che molti agricoltori non hanno sfalciato la medica che quasi ovunque ha potuto fiorire abbondantemente.
Melata
Produzioni altalenanti, con un buon inizio e cali produttivi consistenti sul finire di stagione. Le produzioni migliori nel Nord-Ovest, con medie intorno ai 20 kg/alveare. Bene anche nella media costa adriatica (Chieti, Pescara), dove si è prodotto fino a 30 kg/alveare, anche se più che una melata è stato raccolto un millefiori scuro. Appena sufficiente il raccolto in Campania (15 kg/alveare). Basse le produzioni nel Nord-Est (10) e quasi nulle nell'Abruzzo interno.
Millefiori
Il raccolto dei mieli millefiori estivi è stato mediamente buono, soprattutto nelle zone di produzione della medica, che ha contribuito in modo determinante ad aumentare la resa per alveare. La media è intorno ai 20-25 kg/alveare in Romagna, in Piemonte e in Lombardia. Male invece con raccolti quasi nulla in Sicilia.
Tiglio
Buona annata per il tiglio di montana in quasi tutte le Prealpi, specie le occidentali, con rese medie di 20 kg/alveare. Ottima la qualità. Male invece in pianura, con produzioni intorno ai 10 kg/alveare in Romagna e anche più basse in Veneto.

Sanità
Da segnalare frequenti casi di varroa in Piemonte, Lombardia e Liguria, anche abbastanza gravi. In calo, ma ancora presente, la peste europea. Qualche caso invece di peste americana in Toscana.

Mercato
Continua la stasi delle contrattazioni. Le poche transazioni importanti come quantità hanno fatto registrare prezzi bassi: 3,00-3,20 Euro/kg per l'acacia, 2,00-2,20 Euro/Kg per castagno e massimo 2,30-2,40 Euro/kg per i mieli chiari. Discorso diverso invece per piccole partite (intorno 5-10 quintali), dove i prezzi sembrano in ripresa.
Da registrare un ritorno ad un sostanziale divario dei prezzi tra miele tradizionale e biologico, che ora spunta anche il 20% in più.
Il mercato internazionale del miele è sempre più in mano alla Cina. Grandi produzioni e prezzi bassi sembrano superare anche le perplessità, da parte degli importatori, derivanti dai frequenti casi di residui di cloramfenicolo presenti nei mieli cinesi.
Anche se in lieve rialzo, il prezzo del miele cinese supera di poco 1 Euro al kg. Appena più alti i prezzi dall'America latina. In aumento in Messico, a causa degli scarsi raccolti in Yucatan, così come in Argentina, in questo caso - secondo il Dipartimento Agricoltura degli Stati Uniti - per l'accresciuta qualità dei mieli di questa nazione, che sembra aver in gran parte superato i problemi di contaminazioni con nitrofurano.

LUGLIO 2005

Annata non del tutto positiva ma con produzioni generalmente accettabili. Fino ad ora sì è prodotto poco di tutto, ma si è prodotto, con risultati nella media per acacia, eucalipto, melata e tiglio, e sotto la norma per agrumi, castagno, girasole e millefiori primaverili.
Le regioni più penalizzate sembrano essere le regioni centrali interne (Umbria e parte di Marche e Toscana), la Calabria meridionale, la Sicilia e parte della Sardegna. Meglio al Nord, specie Nord-Ovest, sulla costa tirrenica centro-settentrionale e su quella adriatica.

Produzione
Acacia
Confermata un'annata mediamente buona. Si è prodotto in quasi tutta Italia, con punte di 40-50 kg nel Biellese, nel Novarese e nell'area compresa tra Liguria e Toscana. Buone produzioni anche in Veneto e Friuli. La media nazionale dovrebbe essere di circa 25 kg/alveare.
Agrumi
Annata abbastanza critica, con produzioni quasi nulle in Sicilia, molto scarse in Sardegna (a causa del nosema) in parte della Calabria e nel Metaponto. Meglio, con punte anche di 30-40 kg/alveare nella Calabria settentrionale e soprattutto in Puglia.
Castagno
Annata non molto favorevole, con produzioni medio-basse quasi ovunque. La media non dovrebbe superare i 10-15 kg/alveare. Buone produzioni nel Cuneese e nel Novarese (25 kg/alveare). In Toscana le produzioni vanno dai 10 ai 15 kg/alveare. Ancora più basse in Umbria (5-10 kg/alveare). Bene invece nel Beneventano (25 kg/alveare) e in Calabria settentrionale (20-25 kg/alveare).
Eucalipto
Benché la raccolta non sia ancora completata, le produzioni appaiono leggermente inferiori alla media. Nelle aree vocate della Sardegna la media è intorno ai 25 kg/alveare. Molto simili le produzioni anche nella provincia di Latina (20-25 kg/alveare) e nelle zone limitrofe del Tirreno (20 kg/alveare). Scarsa, fino ad ora, la produzione in Calabria.
Girasole
Nonostante la ripresa di questa coltura e i molti apicoltori che ne hanno seguito le fioriture, le produzioni sembrano medio-basse. In Toscana la media è di 10 kg/alveare. Rese inferiori in Umbria e in parte delle Marche, aree nelle quali la scarsità di quasi tutti i mieli ha costretto gli apicoltori a fare un'unica smielatura (25 kg/alveare), che è il totale del miele prodotto in questa stagione. Un po' meglio in Abruzzo (25 kg/alveare), nel Molise (fino a 40 kg/alveare) e nelle Marche prossime alla costa, con 30 kg/alveare.
Melata
Buon avvio di stagione, con prospettive incoraggianti. Attualmente cattive notizie provengono solo dal Nord-Est, soprattutto dal Veneto, dove le medie sono bassissime.
Millefiori
Confermata l'annata negativa per i millefiori primaverili, praticamente inesistenti in quasi tutta Italia. Molto meglio le produzioni successive, tutt'ora in corso, con punte anche superiori ai 20-25 kg/alveare. Bene anche per i millefiori di montagna, soprattutto all'inizio dell'estate.
Tiglio
Produzione nella media, soprattutto per il tiglio di montagna, con rese intorno ai 20 kg/alveare in Piemonte e Lombardia.

Sanità
Segnalati rilevanti problemi in Sardegna a causa del nosema, specie nel Cagliaritano, tali d'aver compromesso in molti casi il raccolto della stagione. Seri problemi anche a causa della varroa, soprattutto in Piemonte e Lombardia, tra i produttori biologici.
Per il resto la situazione sembra essere nella norma, con famiglie in buone condizioni quasi ovunque.

Mercato
Situazione sempre più difficile, con prezzi molto bassi. A preoccupare non è nemmeno il prezzo delle poche transazioni, ma la mancanza di richiesta. I motivi sono da ricercasi nelle quotazioni del mercato internazionale, soprattutto dei mieli di provenienza Argentina e Cina. Per il millefiori (compresi trasporto e tasse) si va da 1,10 Euro/kg della Cina a 1,32 dell'Argentina. L'acacia dall'Est europeo varia tra 1,95 Euro/kg della Romania e i 2,20 Euro/kg dell'Ungheria. La crisi sta colpendo anche molti paesi dell'Est europeo - che per anni erano stati terreno di acquisti vantaggiosi per gli importatori italiani - dato che i prezzi argentini e cinesi stanno allontanando l'interesse da paesi come Ungheria, Croazia, Slovenia o Serbia. Le poche transazioni riguardano ancora la Romania, la nazione che in Europa resiste con prezzi bassi. Per il resto, a farla da padrone sembrano proprio essere Argentina e Cina: prezzi bassi e grandi disponibilità di miele.

GIUGNO 2005

Produzioni altalenanti, con buone prospettive per il proseguo della stagione se la siccità e il gran caldo, ormai evidente soprattutto al Nord, cesseranno entro breve. Il mese di giugno - freddo all'inizio e caldissimo alla fine - ha spezzato in due l'Italia. Al Nord l'inizio favorevole è stato in parte compromesso a causa delle temperature elevate, che hanno ridotto il tempo di fioritura delle specie mellifere. L'esatto contrario al Sud, dove, dopo il vento di maggio, le temperature miti hanno prolungato le fioriture consentendo buone raccolte di nettare da parte delle api.
Buono perciò il recupero per il miele millefiori, e buon inizio per il castagno e probabilmente l'eucalipto.

Acacia
A smielatura conclusa in tutta Italia, si conferma un'annata mediamente buona anche se non omogenea. Oltre a quanto detto nel mese di maggio, conferma di buone produzioni anche in Toscana (30-35 kg/alveare), nel Riminese (35 kg), nel Bresciano, nel Forlivese, nel Reggiano e in Umbria meridionale (25 kg). Male invece, e non solo per l'acacia, in Umbria centro-orientale, dove la siccità ha compromesso il raccolto.
La produzione media è stata di circa 25 kg/alveare.

Agrumi
Confermata l'annata negativa per la Sicilia. Meglio più a Nord, nella Calabria ionica, nel Metaponto e in Puglia. Raccolti scarsissimi anche sul medio e basso Tirreno.

Castagno
Benché la raccolta sia ancora in corso, sembra essere un'annata mediamente favorevole, anche se al nord il gran caldo sta compromettendo la fioritura, iniziata tra l'altro molto in ritardo. Per ora le produzioni sono intorno ai 15 kg/alveare in Toscana e Calabria, di poco superiori in Sicilia (25 kg). Buone le fioriture più ha nord, anche se non è ancora iniziata la smielatura. Qualche problema in alcune zone - specie appennino emiliano - per la concomitante presenza di melata e una lunga e diffusa fioritura di rovo.

Erba medica
Buon inizio per il miele di medica, anche se il caldo eccessivo e la siccità probabilmente andranno a penalizzare la produzione nelle aree tipiche, come la pianura padano-veneta orientale.

Eucalipto
Buon inizio di stagione quasi ovunque, con belle fioriture, che fanno ben sperare per un'annata favorevole.

Girasole
Ottime prospettive per questo miele, dato che quasi ovunque è ripresa la coltivazione, negli ultimi anni in gran parte abbandonata. Il raccolto è appena iniziato e non è possibile fare stime attendibili. Qualche timore sulle proprietà nettarifere dei nuovi ibridi.

Lupinella
Scarsissima produzione in Abruzzo, sia per le sfavorevoli condizioni meteorologiche, sia per la sempre più ridotta superficie coltivata con questa leguminose.

Millefiori
Buon recupero per il millefiori, dopo un inizio travagliato. Le produzioni di giugno, aiutate da un inizio mese fresco, sono quasi ovunque intorno ai 20/25 kg/alveare. Bene finalmente in Toscana, sulla fascia litoranea, in Umbria sud-occidentale, in Romagna, nel Bresciano e nel Reggiano. Oltre ai 25 kg/alveare anche in Lazio. Bene anche in Piemonte e Lombardia, con già 15/20 kg/alveare a raccolta ancora in corso. Peggiore la situazione nelle montagne abruzzesi e in Sicilia.

Rododendro
In molte zone, come in Valtellina, all'inizio di giugno forti gelate hanno compromesso la fioritura di questa rara pianta, compromettendo il raccolto. Meglio in altre zone, anche se è presto per sapere come saranno le produzioni.

Sulla
Confermata l'annata favorevole al Centro-nord., con medie sopra i 25 kg/alveare e punte di 35/40 kg/alveare in Abruzzo, Toscana ed Emilia-Romagna.

Tiglio
Per il miele di tiglio di pianura la produzione sembra essere deludente, sia per quantità (5-10 kg/alveare), sia per qualità, per la forte infestazione di afidi e presenza di melata. Meglio, ma siamo all'inizio, la produzione del miele di tiglio di montagna.

Continuano le segnalazioni di patologie della covata in particolare in Piemonte, Lombardia e Toscana settentrionale, in diversi casi attribuibili a peste europea o alla pseudo-peste (o "peste di Allais").
Casi anche di varroa in Piemonte e Toscana, anche se non in modo diffuso.
Buona la situazione sanitaria in gran parte del Centro e nel Sud.
Ancora segnalazioni di furti di alveari, recentemente nel Forlivese.

Mercato
Qualche piccola transazione c'è, con prezzi soddisfacenti, ma si tratta sempre di piccole partite destinate per lo più ai pasticceri o a nicchie di mercato. Il fatto preoccupante è che in pratica non esiste mercato per i mieli scuri (per i quali non c'è domanda) e resta problematico per quelli chiari. A questo si aggiunge la grande disponibilità di mieli europei (il raccolto di miele d'acacia è stato buono in tutto l'Est e anche in Francia), e gli acquisti delle produzione 2004 fatti a prezzi bassi dagli invasettatori nei mesi di aprile-maggio scorso.
Non scendono i prezzi per famiglie e sciami e sono ancora in aumento quelli delle (12 Euro).

MAGGIO 2005

La situazione produttiva appare piuttosto irregolare. Abbastanza buona al Centro e al Nord, scarsa al Sud, soprattutto nelle Isole.
Buona la produzione di miele di agrumi in Puglia e sulla costa ionica, da media a sufficiente in Calabria e mediocre, in qualche caso pessima, in Sicilia. Generalmente buona la produzione di miele di acacia, soprattutto tra Toscana e Emilia, con punte di eccellenza anche in Piemonte e Lombardia, anche se con grandi differenze da zona a zona. Ottima la produzione di miele di sulla, in Abruzzo e in Emilia-Romagna, eccezionale quella di marruca in Maremma.

Acacia
Anche se la smielatura non è terminata, la produzione del miele di acacia appare medio buona, con produzioni molto elevate nel Pistoiese (40-45 kg/alveare) e in aree circoscritte in Piemonte, Liguria e Lombardia. Benché la produzione media andrà probabilmente ad attestarsi sui 20-25 kg/alveare, la raccolta di miele di acacia non è mai stata così difforme come quest'anno. Differenze anche evidenti di produzione in zone molto vicine tra loro e anche all'interno dello stesso aerale.
I motivi non sono chiarissimi. La fioritura è iniziata in leggero ritardo a causa delle condizioni avverse di marzo e aprile, fenomeno che poi ha portato ad un prolungamento della fioritura (in qualche caso anche fino a 20 giorni), ma anche ad un appiattimento delle diversità tra aree climatiche differenti. In pratica, la robinia ha fiorito quasi contemporaneamente ovunque, penalizzando quanti hanno cercato di seguire il naturale succedersi altimetrico delle fioriture. A fare la differenza tra rese produttive sono stati particolari microclimi locali e la fase centrale della raccolta è stata comunque la più favorevole. Buone produzioni si sono raggiunte in Liguria, nelle aree vocate della Toscana e dell'Emilia, con produzioni intorno ai 30/35 kg/alveare. Punte elevate anche nel Novarese e Varesotto. Più basse le rese nelle aree del Torinese, dell'Astigiano e dell'Alessandrino. In Lombardia, meglio in pianura rispetto all'Alta Brianza. Produzioni medie anche in Veneto e Friuli.
Buone produzioni anche in aree non particolarmente vocate, come l'Abruzzo, con rese intorno ai 15/20 kg/alveare, o in Romagna (20/25 kg/alveare).
Dati certi sulle produzioni saranno disponibili solo verso la metà di giugno, quando la fine delle operazioni di raccolta consentirà un bilancio più preciso.

Agrumi
Per il terzo anno consecutivo la raccolta del miele di agrumi è stata molto scarsa in Sicilia, come medie intorno ai 10 kg/alveare. Meglio risalendo la Penisola, con ancora raccolti scarsi nel Sud della Calabria (10-15 kg/alveare), produzioni medio basse nel Nord Calabria e in Basilicata (20 kg/alveare) e produzioni anche abbondanti il Puglia e in genere a nord di Taranto, con punte anche di 30/35 kg/alveare.
La scarsissima produzione in Sicilia è stata provocata dalle avverse condizioni del tempo, che dalla fine di aprile in avanti hanno ostacolato la fioritura degli agrumi. Il vento e il freddo nelle ore notturne hanno ostacolato la raccolta di nettare. A questo si aggiunge il fenomeno della diffusione di varietà di agrumi a fioritura precoce e concentrata in pochi giorni, che non consentono una regolare produzione di miele.
Male la produzione in Sardegna, per motivi molto simili quelli delle Sicilia. Il vento ha infatti disturbato la raccolta (anche qui iniziata in modo favorevole), attestando le medie sui 10/15 kg/alveare.

Asfodelo
Buone produzioni in Sardegna con 30-35 kg/alveare nelle zone dell'interno, scarse invece sulla costa, a causa del vento che in pochi giorni ha determinato condizioni di siccità marcata.

Cardo
Ottimo inizio per questo miele in Sardegna, con una improvvisa battuta d'arresto già all'inizio del mese di maggio. Nelle aree dove la produzione è iniziata in aprile la resa è stata anche di 30/35 kg/alveare, successivamente la produzione è risultata quasi nulla.

Erica
Produzioni scarse, in molti casi inesistenti. Prima il ritardo nella fioritura, poi il caldo, hanno accorciato il periodo favorevole alla produzione di miele. La produzione non ha superato i 4-5 kg/alveare.

Marruca
Raccolti ottimi in Maremma, con punte di 30-35 kg/alveare.

Millefiori primaverili
Confermate le scarsissime produzioni primaverili, ora la situazione sembra stia migliorando. In previsione buona la produzione in Toscana.

Sulla
Sembra essere un'annata ottima per il miele di sulla nel Centro-nord. Fioriture abbondanti e prolungate hanno consentito, specie in Abruzzo e nelle altre regioni centrali, e in Emilia-Romagna, una raccolta abbondante, con una media di 25 kg/alveare e punte di oltre 40 e di ottima qualità. Male invece in Sardegna, in Calabria e in Sicilia.

Tarassaco
Confermata l'annata negativa per questo particolare miele. Il periodo di fioritura ha coinciso con condizioni pessime del tempo, fatto sta che la resa è stata quasi nulla (intorno ai 5 kg/alveare nel migliore dei casi) in tutte le regione del Nord, tant'è che in molti casi non si è neppure smielato.

Altre Leguminose (trifoglio, ecc.)
La raccolta è appena iniziata e sembra buona, soprattutto in Maremma.


Numerosi casi di patologie della covata in particolare in Piemonte e Lombardia, in diversi casi attribuibili a peste europea o alla pseudo-peste (o "peste di Allais"), con danni anche gravi alla capacità produttiva delle famiglie.
Il fenomeno della sciamatura si è presentato anche quest'anno, ma non in modo così evidente come nella stagione passata. Problemi in Piemonte per il protrarsi del fenomeno e il ritardo del momento nel quale si è presentato. Sciamatura fuori controllo anche in casi isolati in Abruzzo.
In Sicilia, penalizzata nella produzione di miele, è invece molto positiva la produzioni di sciami, famiglie e regine.
Non si placa il fenomeno di furti ripetuti e anche di grosse quantità di arnie. Gli ultimi in ordine di tempo in Romagna, nel Forlivese, dove sono stati sottratte150 famiglie e nel nord del Piemonte.

Mercato
Il mercato è fermo e gli scambi sono limitati a piccole partite di miele. Ancora qualche transazione per melata (1,50 Euro/kg) e acacia (3,40%), con i medesimi prezzi del mese scorso. Restano alti i prezzi per famiglie (120 Euro) e sciami (70-80 Euro), stazionari quelli delle regine (tra i 9 e i 10 Euro).

APRILE 2005

Produzione
La stagione, seppur in ritardo, sembra avere un avvio favorevole.
Il raccolto di miele di agrumi - molto in ritardo - è appena iniziato, e sembra essere abbondante in Sicilia (per la prima volta dopo due anni) e in Sardegna. In forte ritardo la fioritura in Calabria, soprattutto nel Reggino.
Raccolto abbondante in Sardegna anche per la lavanda selvatica e il cardo (che ha appena iniziato), grazie ad una primavera piovosa che ha sì ritardato le fioriture (anche di una ventina di giorni), ma ha favorito uno sviluppo rigoglioso di tutta la vegetazione.
Scarsa invece la raccolta di miele di tarassaco, nel Nord Italia e dei millefiori primaverili, soprattutto in Toscana.
Notizie contrastanti per quanto riguarda lo sviluppo delle famiglie. Generalmente la situazione è buona, anche se non mancano casi di sviluppo ritardato e perdite consistenti causate dal lungo inverno, specie in Piemonte. Ottime invece le condizioni al Sud e nelle Isole.
Per questo motivo sono alte le richieste di famiglie e, in misura minore, di regine.
Fortunatamente sotto controllo il problema della sciamatura, con qualche caso isolato e numericamente non preoccupante.

Mercato.
Poche le notizie di transazioni. La melata è ormai scesa stabilmente a 1,5 Euro/Kg in tutte le regioni, prezzo grazie al quale sono state smaltite le giacenze in magazzino delle due ultime stagioni. Basso anche il prezzo del miele di acacia: due grosse partite cono state vendute a 3,40 e 3,50 Euro/kg. Stabili gli altri mieli, per i quali si segnalano pochissime transazioni e solo di piccole quantità.

MARZO 2005

Il mercato è praticamente fermo, salvo qualche transazione di melata, a prezzi molto bassi, che ha comunque consentito di smaltire parte delle abbondanti scorte ancora invendute di questo miele.
I prezzi sono in leggera discesa, con un ulteriore ribasso per la melata. Non tutto il miele della stagione passata è stato comunque venduto.

I fatti più evidenti in quasi tutta Italia, in particolare nelle regioni meridionali e insulari (dove già ad inizio marzo riprende la raccolta di miele), è il ritardo delle fioriture e in parte lo sviluppo ritardato delle famiglie. Il freddo, la neve e le precipitazioni di febbraio-marzo hanno infatti spostato anche di un mese l'inizio delle fioriture di importanti specie mellifere. La stagione si presenta comunque buona, data l'abbondanza di fioriture. Probabilmente, considerata la contemporanea fioritura di moltissime specie, nel mese di aprile sarà difficile raccogliere monofora (come nel caso di tarassaco, asfodelo, ciliegio, ecc.), e si dovrà parlare più che altro di millefiori primaverili. Il ritardo della stagione, in qualche caso, come in Liguria, in Piemonte e in Toscana, ha rallentato lo sviluppo delle famiglie, che in qualche caso appaiono spopolate, anche se la situazione sembra sia ora in netta ripresa.

Dal punto di vista sanitario sono stati segnalati numerosi casi di Nosema, soprattutto nel Cagliaritano e in Piemonte. Bene invece nel Nord-Est. Non sembra aver causato danni diretti la neve, caduta molto abbondante e che ha costretto alle api ad una forzata immobilità.

Segnalati i primi casi di avvelenamento di api (nel Veronese), colpevoli i trattamenti antiparassitari nei frutteti.

Buona la richiesta di famiglie e di regine, anche se non come nella stagione passata, con prezzi stabili o in diminuzione per le famiglie.

FEBBRAIO 2005

Continua la crisi del mercato del miele, con poche transazioni e prezzi molto bassi. La melata sembra essere quella in maggiore difficoltà, dato che restano grandi quantità invendute, anche della stagione 2003. I produttori offrono questo miele a circa 2 Euro/kg ma, a parte qualche raro episodio e per piccole quantità, le poche transazioni concluse non superano i 1,80 Euro/kg. Stabili, o in ulteriore leggera flessione (come il miele di agrumi), gli altri mieli.

La situazione delle famiglie resta buona: ottima in qualche regione del Centro-Sud, come in Calabria. Nel Nord la situazione è molto differenziata. In alcune zone del Piemonte le scorte sono da tempo esaurite ed è necessario alimentare le api artificialmente. Segnalati episodi di covate piccole e nuclei poco popolosi in Toscana, Lombardia e Piemonte, ma non sembra essere un problema diffuso.

Dal punto di vista sanitario non si segnalano problemi di nosema. Pochi i casi anche di varroa, anche se solo con la ripresa primaverile sarà possibile verificare con precisione il fenomeno.

GENNAIO 2005

Mercato fermo, con poche transazioni e di piccola entità. Considerati i prezzi bassi, inferiori alle aspettative degli apicoltori, sono pochi i produttori che decidono di vendere il proprio miele. Gran parte di loro resta in attesa, aspettando un momento più favorevole.
La stasi di mercato e i livelli di prezzo molto bassi per tutti i mieli sono probabilmente indotti - oltre che da una flessione dei consumi - da una diminuzione del prezzo del miele sui principali mercati esteri. I Paesi grandi produttori, come Cina, Brasile, Argentina, Messico e Ungheria, in pochi mesi hanno ridotto il prezzo del miele offerto anche del 20%.
Il prezzo del miele millefiori, che in settembre variava tra un minimo di 1,20 Euro/kg (Cina) ad un massimo di 2,36 Euro/kg (Ungheria), è sceso rispettivamente a 1,06 Euro/kg e 1,60 Euro/kg. Sempre il millefiori (trasporto e tasse compresi), costa in Italia 1,35 Euro/kg provenienza Argentina, 1,45/1,50 Euro/kg Brasile, 1,60 Euro/kg Messico, Ungheria e Romania. Il miele di acacia, da Ungheria e Romania, costa 2,30-2,40 Euro/kg.
E' chiaro che con questa situazione, in Italia, è difficile superare le soglia dei 3,70 Euro/kg per l'acacia, dei 3,00 Euro/kg per agrumi ed eucalipto e i 2,00 Euro/kg per la melata.

Buone notizie, invece, per quanto riguarda la situazione delle famiglie, generalmente buona, anche se al Nord sono ormai quasi tre mesi che è necessario nutrire le api artificialmente.

Dal punto di vista sanitario continuano le segnalazioni di varroa ma non sembra essere un problema diffuso su tutto il territorio.

 

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