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Maggio 2014

PRODUZIONE

Complessivamente si rileva una situazione deludente per le produzioni primaverili. I motivi principali sono state le condizioni climatiche avverse che hanno determinato frequenti piogge e ritorni di freddo con conseguenti fioriture scalari e confuse, inoltre i forti venti insistenti per buona parte del periodo hanno ristretto fortemente il periodo di attività delle api. L’instabilità climatica ha creato difficoltà nella gestione delle famiglie che hanno così presentato numerosissimi episodi di sciamatura, i quali hanno ulteriormente inficiato le possibilità di raccolta di nettare.

ACACIA

I raccolti di acacia sono stati pessimi, salvo alcune eccezioni, in tutto il Paese.

Al Nord in alcune regioni le produzioni sono state più carenti rispetto al 2013.

In Piemonte sono stati registrati raccolti medi compresi tra 5 e 10 kg per alveare, con zone in cui la produzione è stata praticamente nulla, ad esempio nella parte nord della provincia di Asti, zona tradizionalmente tra le più vocate; mentre nella parte sud della stessa e nelle province di Verbania e Alessandria si sono avuti valori un po’ più alti ma non soddisfacenti (15 kg/alveare), con alcuni casi rarissimi che hanno sfiorato i 25 kg/alveare. Nel Cuneese situazione a macchia di leopardo ma nel complesso produzioni non significative.

Anche in Lombardia situazione complessivamente insoddisfacente (media produttiva 10-15 kg/alveare), con condizioni altamente differenziate in relazione alle diverse aree, probabilmente in relazione ai diversi microclimi e alle differenti condizioni degli alveari: nel Mantovano, nel Cremonese e nel Lodigiano, zone a fioritura precoce, le produzioni si sono attestate sui 15 kg/alveare, mentre si sono avuti valori più contenuti nelle pianure più alte (Bergamasca, Milanese, Brianzola); occasionalmente si segnalano punte di 20 kg/alveare nella pianura Brianzola. Situazione peggiore per il Lecchese (5-10 kg/alveare), la collina Bergamasca (8 kg/alveare) e l’area del basso Varesotto, Milano Ovest, Lomellina (10 kg/alveare), meglio alcune aree del Parco del Ticino. Buone produzioni si registrano nell’alto Varesotto e nel Comasco. Scarsissima la produzione Valtellinese (5 kg/alveare). Situazione deludente anche per la pianura Pavese e Oltrepadana (8-10 kg). Situazione decisamente migliore per l’Appennino con produzioni medie oltre i 20 kg/alveare e punte superiori ai 30 kg/alveare in alcuni apiari.

Livelli produttivi a macchia di leopardo per Veneto e Friuli Venezia Giulia, con produzioni generalmente scarse, comprese tra 5-10 kg/alveare.

Per l’Emilia Romagna raccolti complessivi intorno ai 5-10 kg, con valori maggiori nella provincia di Piacenza (15 kg) e quasi azzerati per la Romagna.

Anche al Centro la situazione non è rosea. In particolare in Toscana si sono ottenute situazioni diversificate in relazione all’altitudine: alle basse quote produzioni nulle, nelle zone di media collina (250-400 m s.l.m.) si è raccolto circa un melario scarso non in purezza, causa basse temperature e vento forte per tutto il mese. Nelle zone collinari con altitudini maggiori le api stanno ancora raccogliendo quindi non ci sono ancora dati definitivi ma le previsioni non sono migliori. Anche in Abruzzo condizioni non soddisfacenti con valori massimi di 5-6 kg/alveare.

Al Sud (Campania e Molise) i raccolti non hanno superato i 10 kg/alveare. In Molise, zona comunque poco vocata questo tipo di miele, media al di sotto dei 7 kg/alveare.

AGRUMI

Per questa produzione tipica del Sud si sono registrati valori al di sotto delle aspettative e molto variabili in relazione alle regioni e alle province, con una media di 20-30 kg/alveare.

In Particolare, in Puglia si sono avute produzioni medie di 15-20 kg, situazione migliore nel Tarantino, con raccolti fino a 30 kg.

Per la Calabria la situazione si è ribaltata rispetto al 2013: le zone settentrionali della regione, nelle quali si erano avuti ottimi raccolti l’anno scorso, quest’anno hanno avuto una produzione media di 20 kg/alveare; nella Piana di Sibari medie sui 25-30 kg, zona che di solito rende 40-50 kg/alveare.

La Campania non è una zona tradizionalmente vocata per questo tipo di miele e nelle uniche zone vocate di Salerno e Caserta si sono avute produzioni scarsissime (4-5 kg/alveare).

Condizione nettamente negativa per la Basilicata dove la produzione media è stata di 10-15 kg/alveare, con punte di 20 kg per le famiglie che non hanno sciamato.

In Sardegna buona la produzione nelle zone vocate del Campidano e del Serrabus, con raccolti che hanno sfiorato i 20 kg/alveare.

Drammatica la situazione in Sicilia dove quest’anno non si è prodotto miele di agrumi a causa delle condizioni climatiche avverse, ad eccezione di piccolissimi areali dove si sono avuti raccolti sui 5-8 kg/alveare ma francamente di scarsa qualità.

TARASSACO

Si segnalano alcune produzioni in Piemonte, in alcune zone del Cuneese (5 kg/alveare), nel resto della regione produzioni nulle.

In Veneto e in Friuli Venezia Giulia produzioni a macchia di leopardo comprese tra 0 e 10 kg/alveare nelle zone montane: Altopiano di Asiago, Val di Zoldo e Carso.

CILIEGIO

In Piemonte produzioni nulle tranne in alcune zone del Cuneese (5 kg/alveare).

SULLA

Buone produzioni in Toscana, nel Pisano dove si segnalano raccolti di due melari abbondanti, anche se gli addetti al settore si aspettavano di più. In Abruzzo la fioritura non è ancora terminata, le api stanno lavorando ma la produzione non sarà abbondante. In Campania e Molise la produzione è ancora in corso ma oramai la fioritura sta volgendo al termine e i raccolti si stanno attestando indicativamente su un melario, massimo un melario e mezzo, per alveare.

In Sardegna produzioni molto basse nelle zone vocate a causa della presenza dello Scirocco e del  Maestrale che ha reso difficile il volo delle api e ha asciugava il nettare dei fiori. Si sono raggiunte comunque produzioni di poco superiori al melario di media.

In Sicilia bisogna ancora aspettare per un resoconto definitivo poiché la fioritura è ancora in corso ma nel complesso si prevede un discreto raccolto, indicativamente sui 25/30 kg per alveare.

CORIANDOLO

In provincia di Foggia la produzione di questo miele sta andando bene ma è ancora presto per una stima definitiva.

MILLEFIORI

In Toscana prima dell’acacia si è prodotto un po’ di millefiori alle quote medie, complessivamente circa 8-10 kg/famiglia. In Puglia a causa del maltempo le api hanno avuto poche giornate disponibili per bottinare e le produzioni sono state di circa 15 kg/alveare.

In Sardegna il clima piovoso e mite ha anticipato le fioriture principali rendendo difficile la produzione dei mieli uniflorali e aumentando nel contempo la produzione del miele millefiori (20 kg/alveare): asfodelo, borragine, echium, tarassaco e cardo sono infatti fioriti contemporaneamente (circa 20 kg/alveare). In Sicilia produzioni di miele millefiori primaverile stimabile intorno ai 7 kg/alveare e non in tutti gli areali.

MERCATO

Il mercato del miele si presenta ancora in una situazione di stasi poiché non ci sono ancora sufficienti partite di miele da vendere, gli apicoltori sono ancora impegnati nelle operazioni di smielatura. Ci sono trattative tra apicoltori per i mieli primaverili, vista la scarsa produzione, ma si rilevano ancora pochissime transazioni. Si riportano piccoli scambi di miele di agrumi in latta al prezzo di 4,4 euro/kg in Sardegna e transazioni di acacia con prezzi compresi tra 7,50-8,00 €/kg in Emilia Romagna. Si tratta comunque dei primissimi prezzi rilevati, per effettuare una valutazione precisa delle quotazioni occorrerà aspettare la ripresa del mercato.

Si segnalano alcuni scambi di pappa reale in Puglia con quotazioni di 620,00 €/kg per la biologica e 500,00 e 600,00 €/kg rispettivamente per la convenzionale e la biologica in Sicilia e uno scambio, nella stessa regione, di polline fresco millefiori al prezzo di 15 euro/kg.

Si riportano vari scambi di propoli in Piemonte, sia da raschiatura sia da rete, con quotazioni comprese per entrambe le tipologie tra 75,00 euro per convenzionale e 115,00 euro per biologica.

Per quanto riguarda il mercato degli animali, si registrano diversi scambi di api regine e sciami.

Per quanto riguarda le prime, per la razza ligustica si conferma un prezzo di 11,00 euro per Basilicata, Campania ed Emilia Romagna, per il Piemonte 16,00 euro, per la Puglia variabile tra 11,50 e 13,00 euro, per la Sicilia 14,00 euro. Le regine buckfast sono scambiate in Piemonte a 16,00 euro.

In relazione agli sciami, si segnalano scambi con quotazioni rispettivamente per convenzionale e biologico di 80,00 e 95,00 euro in Campania, 110,00 e 130,00 in Piemonte,  80,00 e 100,00 in Puglia, valori per sciami convenzionali compresi tra 80,00 e 85,00 in Basilicata, tra 95 e 120 euro in Veneto, sui 100,00 euro in Sardegna e 85,00 in Sicilia

Pacchi di api senza regine sono venduti al prezzo di 50,00 euro in Puglia e 65,00 in Campania.

ALTRE INFORMAZIONI

Come già anticipato, il clima si è presentato sfavorevole ed instabile in tutta la Penisola, con passaggi repentini da temperature miti a ritorni di freddo. In alcuni periodi sono state rilevate temperature anche al di sotto della media che hanno reso l’attività delle api discontinua e difficoltosa. Inoltre il forte vento, soffiante per buona parte del periodo, ha ostacolato i raccolti sia rendendo difficili i movimenti delle api, sia asciugando il nettare dei fiori.

Nel complesso queste condizioni meteorologiche avverse hanno creato risvolti negativi sulla gestione delle famiglie, le quali hanno presentano numerosissimi episodi di sciamatura che a loro volta hanno messo in crisi i raccolti già compromessi.

Per quanto riguarda la situazione sanitaria non si segnalano complessivamente grossi problemi, le famiglie si presentano in buono stato con livelli di infestazione da Varroa destructor sotto controllo. Sono stati rilevati episodi di peste europea Puglia e in Campania e in quest’ultima regione anche alcun casi di malattie virali (Covata a sacco).

Da segnalare alcune circostanze di danni ingenti causati dal gruccione: nella parte meridionale della Sardegna e nel Serrabus gli apicoltori sono stati costretti ad abbandonare alcune postazioni in zone prossime alle colonie di nidificazione.

Emergenze

Si evidenziano allarmanti episodi di avvelenamenti con conseguenti spopolamenti gravi e diffusi verificatisi in tutto il Nord Italia in concomitanza con l’epoca di semina del mais. In particolare le regioni più colpite sono state il Friuli Venezia Giulia, la Lombardia (Varese, Pavia, Milano, Cremona, Mantova, Lecco, Sondrio e Bergamo), il Piemonte (Novara, Alessandria e Cuneo) e l’Emilia (in particolare la provincia di Piacenza). I fenomeni non hanno avuto le dimensioni e le perdite degli anni 2006-2007-2008 ma nel complesso si stima il coinvolgimento di diverse migliaia di alveari.

Si riportano inoltre episodi di avvelenamenti in Lombardia, Piemonte, Toscana ed Emilia Romagna causati da trattamenti contro gli afidi che determinano la produzione di melata nelle colture di cereali.

Da segnalare inoltre episodi di avvelenamenti in Lombardia (soprattutto zona Brianza) e Piemonte, sospettati i trattamenti insetticidi sul Bosso, pianta ornamentale impiegata nella costituzione di siepi.

In varie province della Campania sono stati registrati avvelenamenti, in particolare in quella di Benevento, dove oltre 600 alveari di apicoltori professionisti sono stati colpiti in maniera grave ma sono ancora in corso gli accertamenti per determinarne l’eziologia.

Prezzi all'ingrosso: miele – famiglie – regine, da apicoltura convenzionale

Regione di rilevazione

FAMIGLIE

REGINE

 
 

Min

Max

Min

Max

Nord-Ovest

90,00

110,00

16,00

16,00

Nord-Est

85,00

120,00

11,00

14,00

Centro

90,00

100,00

13,00

13,00

Sud e Isole

85,00

100,00

11,00

14,00

Il prezzo è inteso Franco Produttore I.V.A. inclusa ed è riferito a miele per partite non inferiori a 20 q. Le quotazioni si riferiscono all’ultima stagione in cui si sono registrati scambi.

Il prezzo delle Famiglie è quello riferito a sciami su 5 telaini. Le quotazioni delle famiglie e delle regine si riferiscono all’ultima stagione in cui si sono registrati scambi.

L'assenza di rilevazione, su una determinata piazza, significa che sulla stessa non sono state registrate transazioni.

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